Attività fisica e Gravidanza

Pubblicato il: 28/01/2022 – 15:21

Dr. Alessio Calabrò – Dottore in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Dietista, Specialista in Scienze dello Sport

La gravidanza è un avvenimento, tanto importante quanto rivoluzionario, per l’universo della donna. In questo delicato periodo, la gestante è sottoposta ad innumerevoli cambiamenti anatomici e fisiologici, che iniziano sin dai primi giorni del concepimento, terminando con il parto.

Gli adattamenti più rilevanti possono essere riassumibili in: aumento del volume sanguigno (40-50%) e della frequenza cardiaca.

A livello dell’apparato locomotore possiamo notare una modifica nella postura, poiché la presenza del feto, sposta in avanti il centro di gravità con un’accentuazione della curva lombare; inoltre, a livello respiratorio, si ha un aumento del volume corrente d’aria e un lieve incremento della frequenza respiratoria.

Tutte queste modifiche fisiologiche, fino a qualche decennio fa, facevano storcere il naso alla classe medica sulla remota eventualità che, la gestante, potesse svolgere una qualsiasi tipo di attività fisica, poiché si riteneva che questa potesse ulteriormente sovraccaricare il già affaticato organismo femminile.

Tuttavia, una lunga serie di studi scientifici, hanno stravolto questo concetto, dimostrando i potenziali effetti benefici, sia per la madre che per il bambino, nel praticare una regolare e mirata attività motoria.

Le linee guida, invero, sottolineano il ruolo “protettivo” dell’attività fisica nei confronti delle tante complicazioni dovute alla gravidanza.

Contrariamente a quanto si ipotizzasse decenni fa, la gestante non deve vivere esente da ogni qualsivoglia sforzo fisico, la gravidanza non è una malattia. Anzi le donne gestanti, senza eventuali complicazioni, devono essere incentivata a muoversi.

Tali evidenze furono già sottolineate durante la rivoluzione industriale dai ginecologi inglesi, i quali notarono che le future mamme operaie andavano incontro, nel corso dei nove mesi, a minori complicanze rispetto alle gestanti che, per paura di gravare sul feto preferivano non muovere un muscolo.

Oggi, le nuove linee guida, evidenziano i positivi benefici, dimostrati scientificamente, che può avere la gestante che decide di intraprendere l’attività fisica.

E se una volta ci si limitava a consigliare qualche sporadica passeggiata, dal 2002 l’esercizio fisico adattato in sala pesi è stato rivalutato dalle principali società specializzate (ACOG/SOGC & ACSM).

Introdurre un regolare esercizio fisico comporta invece un recupero post parto più veloce.

La pratica dell’attività fisica durante la gravidanza sembra favorire il travaglio e fa meglio tollerare il disagio e il dolore del parto.

Inoltre:

  • Evita l’insorgenza di complicanze;
  • Migliora la percezione di benessere;
  • Evita un incremento ponderale «patologico», che può portare al sovrappeso o addirittura all’obesità nei mesi successivi al parto.
  • Garantisce un ritorno al peso forma in modo più rapido;
  • Riduce il rischio di pre-eclampsia
  • Riduce il rischio di problematiche muscolo-scheletriche, tipo i dolori alla schiena
  • Migliora l’umore;
  • Offre un miglioramento della muscolatura funzionale del parto;
  • Il nascituro avrà una maggior capacità di controllo del peso corporeo, e il bambino avrà migliori capacità motorie e potrebbe essere più incline all’esercizio fisico.
  • Riduce notevolmente il rischio di incorrere in diabete gestazionale;

Quest’ultimo è una delle complicanze più frequenti che possono avvenire durante la gestazione. Infatti, in gravidanza, si instaura un meccanismo para-fisiologico in cui l’ormone lattogeno placentare, induce resistenza insulinica affinché il glucosio possa entrare con più facilità nella circolazione fetale a discapito dell’assorbimento da parte delle cellule della gestante. Se ciò induce solo un lieve innalzamento della glicemia può essere considerato fisiologico, quando però, è troppo accentuato, e se associato agli elevati livelli di cortisolo e progesterone, può indurre appunto una complicanza come il diabete gestazionale.

Il diabete gestazionale colpisce circa il 6% delle donne, se controllato, non induce grosse problematiche alla gestante e al bambino, e al termine della gravidanza tende a sparire.


Ciò nonostante la sua insorgenza può aumentare la predisposizione di contrarre, in futuro diabete di tipo II. Praticare regolare esercizio fisico e seguire una corretta alimentazione, sono le principali raccomandazioni per migliorare il controllo glicometabolico e, per tenere sotto controllo il peso corporeo.

Alcune ricerche (1) (2) hanno riscontrato un miglioramento glicemico in donne affette da diabete gestazionale che praticavano 30 minuti di attività moderata (cyclette, lavoro a circuit training in sala pesi, camminata, ergometro a braccia, attività di fitness acquatico) per un minimo di 3 sedute settimanali con una frequenza cardiaca massima del 70%.

Un altro studio (3) ha evidenziato come praticare attività fisica controllata, durante le prime 20 settimane di gravidanza può ridurre addirittura lo sviluppo di questa patologia, e il rischio di insorgenza si riduce ulteriormente se le donne erano già attive prima della gravidanza. “L’allenamento in sala pesi può essere effettuato mediante l’utilizzo di pesi liberi o macchinari isotonici.

Le macchine isotoniche tendenzialmente offrono un utile supporto alle donne in gravidanza in quanto nella maggior parte dei casi guidano la traiettoria, sono dotate di dispositivi di sicurezza e non necessiterebbero di apprendimento preventivo e di assistenza.

Questo conferisce ai macchinari isotonici una maggiore % di sicurezza e un rischio minore di incorrere ad infortuni o movimenti errati dati da una cattiva tecnica esecutiva. Il macchinario isotonico risulta quindi uno strumento più sicuro per eseguire regolarmente attività fisica in questa fase importante della vita.”

Ovviamente queste linee guida generali non devono mai sostituire il consiglio del proprio medico curante. Consigliamo sempre di consultare personale esperto e qualificato qualora si decidesse di intraprendere una regolare attività fisica durante la gravidanza, la quale deve essere iniziata, dopo consenso, e sotto stretto controllo medico.

Bibliografia di riferimento:

Valori di riferimento
A digiuno≥95
Dopo un’ora dal test da carico con 75 g glucosioOGTT≥180
Dopo due ore dal test da carico con 75 g glucosioOGTT≥153

Tab. 1 – Valori di riferimento per la diagnosi di diabete gestazionale secondo diabete.net
  1. Bertolotto A., Lencioni C., Volpe L., Di Cianni G. “Attività fisica e diabete gestazionale”. G It. Diabetol Metab; 27:75-81, 2007.
  2. Dempsey J.C., Butler C.L., Williams M.A.; “No need or a pregnant pause: Physical Activity may reduce the occurrence of gestational diabetes mellitus and preeclampsia”. Exerc Sport Sci Rev; 33(3): 141-149, 2005.
  3. Dempsey J.C., Butler C.L, Sorensen T.K., Lee I.M., Thompson M.L., Miller R.S., Frederic I.O., Williams M.A.; “A case control study of maternal recreational physical activity and risk of gestational diabetes mellitus”. Diabetes Res Clin Practice; 66:203-215, 2004.
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